Ricordi di infanzia.

Noi tutti prima di diventare genitori siamo stati figli e bambini.
La nostra infanzia è un ricordo indelebile nelle nostre vite. Sono proprio i contorni di quel ricordo che ci fanno genitori oggi e soprattutto persone.
Mi rivolgo a tutti: a chi leggendo la parola infanzia prova d’istinto una sensazione di tenerezza e calore materno , a chi pensa subito alle braccia forti del suo papà, a chi sente solo freddo, solitudine. A chi ogni sera sperava di svegliarsi l’indomani grande. Per non sentire più la mamma piangere o il papà urlare, e per non dovere più mostrare i propri bellissimi disegni solo alla sua vecchia bambola. L’unica che ascoltava, in quel silenzio affettivo frastornante.

Da genitori questi ricordi, tutti, ci possono dare una mano preziosa. Ci dicono chi siamo, da dove veniamo, che genitori vogliamo essere. Ci parlano del perché talvolta reagiamo in modo incontrollato e contro le nostre lucide intenzioni, oltre che dirci quanto è bello stare abbracciati a nostro figlio e vedere il sole ogni volta che sorride.
Anche quando fuori c’è burrasca.

Nutrire questa luce è il nostro compito genitoriale: far sì che non si spenga mai e che al suo interno quel piccolo sole via via acquisisca tutto ciò che gli servirà per diventare grande, leale, sicuro, amorevole..

Quando noi adulti viviamo un conflitto di coppia i nostri figli – a tutte le età – lo percepiscono e ci finiscono dentro. Per molti versi è inevitabile. Ma ricordiamoci di quella luce. Di continuare a nutrirla: restando noi genitori e adulti, permettendo loro di restare figli e bambini.

La mediazione famigliare sostiene la coppia genitoriale durante e/o dopo una separazione. Per riuscire a continuare a comunicare, per condividere le scelte educative e essere insieme – mamma e papà – una sponda sicura e effettiva per quelle piccole e preziose persone che sono i nostri figli.

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